Con il Manchester City in fuga verso la conquista della Premier League, a tenere banco sui quotidiani sportivi inglesi e non solo, in questi ultimi giorni, è il duello a distanza a suon di frecciate e battute maliziose tra Conte e Mourinho. I due non si sono mai amati e da più di un anno, con cadenza regolare, continuano nelle loro schermaglie dialettiche. Colpa di due caratteri tanto particolari quanto infuocati. Basta una piccola scintilla per scatenare un enorme fuoco, fatto di polemiche ed accuse, tra i due.

 

L’inizio di tutto è da ricercarsi nel match di campionato giocato a “Stamford Bridge” il 23 ottobre 2016: il Chelsea strapazza 4-0 lo United e dà inizio al suo exploit di successi che a fine stagione gli permetterà di laurearsi campione d’Inghilterra.  Con quella netta vittoria il tecnico italiano entra definitivamente nelle grazie del pubblico blues; ad ogni goal dei suoi Conte si lascia andare ad esultanze sfrenate, gettandosi addirittura sulla folla ed arringando il pubblico a più riprese. Lo show del leccese non viene gradito da Mou, altro tecnico molto amato a sud di Londra, e a fine partita, durante la consueta stretta di mano tra i due allenatori, il portoghese ha qualcosa da rimproverare al collega in italiano: “Non si esulta così sul 4-0, puoi farlo sull’1-0 altrimenti è un’umiliazione per noi.

La risposta di Conte è affidata ai microfoni delle televisioni nell’immediato post-partita: “Sono stato un giocatore e so come si fa. Ho voluto invitare lo stadio a fare un applauso alla squadra anche sul 4-0, perché lo meritava. Non sbeffeggio nessuno, me ne guardo bene”.

 

Il battibecco sembra finire lì ma pochi mesi dopo, a marzo 2017, va in scena il secondo round: si gioca di nuovo Chelsea-Manchester United, ancora a “Stamford Bridge” ma questa volta in palio c’è l’accesso alle semifinali di FA Cup. La partita è molto combattuta da entrambe le parti ed i giocatori in campo non si risparmiano. Il vero e proprio show avviene però al di fuori del rettangolo di gioco: la partita nella partita è quella tra i due tecnici a bordocampo. Per tutti e 90 i minuti Conte e Mou si beccano verbalmente fino a quando un incredulo quarto uomo deve intervenire e frapporsi fra i due per evitare il clamoroso contatto fisico. La gara, vinta ancora dal Chelsea per 1-0, trascinerà con sé polemiche e accuse anche nelle settimane successive. Conte denuncerà l’atteggiamento dei calciatori dello United “intenti soltanto a rifilare calci ai miei giocatori per 90 minuti”. Mourinho invece lancerà accuse anche nei confronti del pubblico di casa, reo di averlo insultato a più riprese durante il corso della partita etichettandolo come traditore: “Finchè qualcuno non vincerà 4 titoli col Chelsea, sarò sempre io il Numero Uno. Io traditore? Sì, ma sono Giuda Number One”.

 

Il terzo atto va in scena a fine luglio 2017, in pieno ritiro pre-campionato. È Conte, dopo la sconfitta in amichevole rimediata contro l’Inter, a riaprire la polemica col suo collega: “Quest’anno saremo chiamati ad una grande impresa. Dovremo essere bravi a non fare la fine di Mourinho nel 2015, che arrivò decimo in campionato dopo aver vinto il titolo la stagione precedente. La risposta dello Special One non tardò ad arrivare, appena un giorno dopo: “Le dichiarazioni di Conte? Non so, potrei rispondere in molti modi… ma non ho intenzione di perdere i miei capelli parlando di lui”.

 

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I due non smettono di stuzzicarsi appena se ne presenta l’occasione, anche quando all’orizzonte non c’è in programma alcuna sfida tra Chelsea e Manchester United: ad ottobre scorso è il tema infortuni ad infuocare nuovamente il duello. Mou risponde così in conferenza stampa: ”Io non parlo mai dei giocatori che ho fuori per infortunio, se non quando me lo chiedete voi (giornalisti, ndr). Non sono come quegli allenatori che piangono, piangono, piangono sempre.. Il riferimento a Conte è velato ma diretto, visto che pochi giorni prima il tecnico italiano si era lamentato dei troppi infortuni alla vigilia del match di Champions tra Chelsea e Roma. Conte, sentendosi chiamato in causa replica così: “Mourinho passa un sacco di tempo a pensare al Chelsea. Anche l’anno scorso faceva così. Io dico che farebbe meglio a pensare agli affari suoi, alla sua squadra e basta. Guardi in casa propria, non in quella degli altri.

L’ultimo – e più acceso – capitolo di questa infinita lotta fra i due è quello ancora oggi in atto, con botta e risposta giornalieri che non sembrano placarsi, in uno scontro in cui nessuno dei due è disposto a cedere all’altro l’ultima parola.

Nei giorni scorsi, ad alcune voci che lamentavano un Mourinho troppo compassato e quasi disinteressato in panchina, il portoghese aveva risposto di non essere un allenatore che “fa il pagliaccio a bordocampo”. Come già avvenuto in passato il riferimento al tecnico leccese, neppure troppo velato in questa occasione, era chiaro. Ancora una volta Conte aveva ribattuto per le rime: “Io un clown in panchina?  Magari stava parlando di com’era lui in passato, alle volte qualcuno dimentica cosa aveva detto prima. A volte c’è come… non so il nome – demenza senile – quando ci si dimentica che quello che si è fatto in passato. Mourinho è andato via ma continua a guardare qui”.

Un affondo diretto che lo Special One ha prontamente respinto al mittente, tirando in ballo i trascorsi del tecnico salentino: Chiunque sa che non ho bisogno dell’allenatore del Chelsea per sapere che ho commesso degli errori in passato e che altri ne commetterò. Ho festeggiato gol con corse di 50 metri, scivolando sulle ginocchia, gettandomi in mezzo al pubblico, e probabilmente non eviterò in futuro reazioni del genere. Quello che non mi è mai successo e non mi succederà mai è essere squalificato per calcioscommesse.

 

L’ultima parola, per ora, l’ha avuta Conte, intervenuto ieri in conferenza stampa dopo lo 0-0 del suo Chelsea in Emirates Cup sul campo del Norwich:  “Difficile rispondere a certe affermazioni. Le sue accuse sono rivolte alla mia persona e questo lo cataloga come un uomo piccolo piccolo. Lo conosciamo tutti, è sempre il solito”.

 

Il 25 febbraio prossimo ad “Old Trafford” ci sarà una nuova battaglia fra blues e red devils e l’inevitabile scontro nello scontro tra i due allenatori. Siamo sicuri, però, che fino a quel giorno Conte e Mourinho avranno ancora qualche altra cosa da dirsi…

 

Ugo D’Andrea

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